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[Val di Ledro, la strage dell’amianto] |
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Scarica il file. Nel file allegato è riportato l'ultimo aggiornamento dello studio di mortalità sugli ex lavoratori esposti ad amianto della ditta "Collotta-Cis & F." di Molina di Ledro (TN), risalente al 1998 (dati fine 1995), allora reso pubblico con l'invio alle autorità amministrative e sanitarie dell'Alto Garda e della Provincia.
AGGIORNAMENTO A FINE 1995 DELLO STUDIO DI MORTALITÀ
TRA GLI EX LAVORATORI ESPOSTI AD AMIANTO
DELLA DITTA “COLLOTTA-CIS & FIGLI”
DI MOLINA DI LEDRO (TN)
Relazione tecnica informativa per le Amministrazioni locali
(Per leggere la relazione completa clicca su "Scarica il file")
Il primo studio di mortalità sulla coorte degli ex lavoratori della ditta Collotta-Cis & F. di Molina di Ledro risale al 1977. Da allora sono seguiti vari aggiornamenti a cadenza quinquennale: 1980, 1985, 1990. L’attuale studio prende in esame la situazione a fine 1995, relativa ai 428 lavoratori che hanno prestato servizio alle dipendenze della ditta nel periodo che va dal 1928 al 1973: 45 anni durante i quali è stato prodotto materiale coibente, denominato “superisolante”, a base di carbonato di magnesio (ottenuto dalla lavorazione della dolomite estratta dalle cave del luogo) e di amianto (del tipo amosite, importato dall’estero in particolare dal Sud Africa). Le lavorazioni sono sempre state svolte in condizioni molto precarie sotto l’aspetto igienico-ambientale e della difesa della salute dei lavoratori.
Nel corso del 1996-97 è stata riesaminata la coorte degli ex lavoratori e raccolte presso i comuni di residenza le informazioni sullo stato in vita a fine 1995. Identificati i deceduti nell’ultimo quinquennio, sono stati raccolti i certificati e le cause di morte, approfonditi i dati personali, rintracciate le cartelle cliniche, gli eventuali esami istologici e ogni altra informazione utile allo studio. I dati sono stati poi inviati al dott. Enzo Merler dello I.A.R.C. di Lione (Agenzia Internazionale di Ricerca sul Cancro), che ha collaborato ai precedenti studi e che sta ora elaborando i nuovi dati al fine di ottenere uno studio scientifico completo. In questa sede ci si limita a riportate alcune informazioni sintetiche, utili comunque per comprendere il fenomeno nella sua complessità ed evoluzione.
LO STATO IN VITA A FINE 1995
A fine 1995, dei 428 ex lavoratori della Collotta-Cis & F. di Molina di Ledro, 185 sono risultati viventi, 240 deceduti, 3 non rintracciati. I dati sono riportati in tabella nella relazione ufficiale (cliccare su "Scarica il file"). Dei 240 lavoratori deceduti (56%), 190 sono maschi (73%) e 50 femmine (30%). La differente mortalità tra maschi e femmine è dovuta in particolare alla differente età dei due campioni, come si può osservare nella tabella riportata nella relazione ufficiale (cliccare su "Scarica il file"), che riporta i vari periodi in cui sono avvenuti i decessi.
LE CAUSE DI MORTE
Escludendo i lavoratori dei quali non sono note le cause di morte (2) o l'esposizione (2) e i lavoratori risultati non esposti ad amianto (33; Indice esposizione = 0), i 203 lavoratori esposti ad amianto, per i quali è nota sia la causa di morte che il grado di esposizione, sono deceduti per le seguenti cause:
Tumore maligno 74 (36,4%), 54 maschi (35%) e 20 femmine (43%). Asbestosi 8 (3,9%). Altre cause 121 (94 maschi e 27 femmine)
Le sedi dei 74 tumori maligni sono le seguenti:
- Cancro dell’apparato digerente 32, di cui esofago 6, stomaco 5, colon/retto 5, fegato 5, pancreas 3, peritoneo 2, altre sedi 6
- Cancro dell’apparato respiratorio 21, di cui polmone 14, pleura 6, laringe 1
- Cancro di altre sedi e apparati 21, di cui linfoemopoietico 6, cervello 4, ovaio 3, mammella 2, prostata 2, altre sedi 4.
Secondo lo studio del 1990, una quota stimata tra il 56% e il 61% dei tumori maligni, che hanno a portato a morte gli ex lavoratori della Collotta-Cis & F. esposti ad amianto, è attribuibile all’esposizione ad amianto. Questi tumori maligni non si sarebbero cioè verificati se queste persone non avessero lavorato l’amianto-amosite in fabbrica. Se si aggiungono gli otto decessi per asbestosi (gran parte dei lavoratori viventi ne sono peraltro affetti), risulta che sono finora almeno 50 le morti da lavoro causate dell’esposizione ad amianto nella ditta di Molina di Ledro.
E’ interessante notare l’alta frequenza di mortalità per cancro alle sierose (mesotelioma): se ne sono verificati ben otto casi, sei a carico della pleura e due a carico del peritoneo, pur trattandosi di tumori in genere rarissimi, causati quasi esclusivamente dall’amianto. Tanto che la presenza anche di un solo caso viene considerata in genere “evento sentinella” per esposizione ad amianto. Va rilevato, a questo proposito, che in Val di Ledro si sono verificati altri due casi di decessi per mesotelioma della pleura in parenti di ex lavoratori delle fabbrica di Molina, esposti anch’essi all’amianto che i lavoratori portavano in casa sui vestiti. Il mesotelioma, infatti, a differenza degli altri tumori da amianto, non sembra essere dose-dipendente e compare anche in soggetti che hanno avuto esposizioni modeste.
ANNI DI VITA PERSI
Nello studio del 1990 erano stati stimati gli anni di vita persi in tutta la popolazione degli ex lavoratori della Collotta-Cis & F.: mediamente 6 anni per ogni lavoratore deceduto (5,5 anni nei maschi, 8,1 anni nelle femmine). Ogni lavoratore cioè aveva vissuto mediamente sei anni in meno (attesa di vita a 40 anni) rispetto al resto della popolazione della Val di Ledro (Molina e Bezzecca). Fino al 1990 erano stati persi complessivamente 1.264 anni di vita. Utilizzando gli stessi parametri, gli anni di vita persi fino al 1995 risultano 1.430.
MORTALITÀ PER CANCRO ED ESPOSIZIONE AD AMIANTO
Per ogni lavoratore è stato ottenuto un “Indice di esposizione”, moltiplicando il numero di anni di lavoro alle dipendenze della ditta per un coefficiente variabile con l’esposizione ad amianto:
• numero anni x 1 in caso di esposizione elevata (reparti di lavorazione diretta dell’amianto)
• numero anni x 0,6 in caso di esposizione media (reparti adiacenti a quelli di lavorazione diretta)
• numero anni x 0,1 in caso di esposizione lieve (reparti lontani, piazzali, uffici)
• numero anni x 0 in caso di non esposizione (lavoro nelle cave, taglio legna nei boschi).
In tal modo, un “indice” complessivo di esposizione pari, ad esempio, a 6 può corrispondere a 6 anni di esposizione elevata (6 x 1), a 10 anni di esposizione media (10 x 0,6), a 4 anni di esposizione elevata sommati a 20 anni di esposizione bassa (4 x 1) + (20 x 0,1).
Per verificare il rapporto esistente tra livello di esposizione ad amianto e frequenza di mortalità per cancro (a maggiore esposizione dovrebbe corrispondere maggiore frequenza di tumori maligni), i lavoratori sono stati aggregati in 4 gruppi di esposizione decrescente e in un gruppo di non esposti (Indice = 0), utilizzando lo stesso metodo del 1990. La tabella che riporta i risultati è presente nella relazione ufficiale (cliccare su "Scarica il file")
La mortalità per cancro e la mortalità per asbestosi variano proporzionalmente con l’esposizione. Per quanto riguarda la mortalità per cancro, si va dal 54,6% di decessi per cancro nel gruppo dei lavoratori più esposti, al 38,6% nel gruppo ad esposizione medio-forte, al 34,2% nel gruppo ad esposizione medio-lieve, al 31% nei meno esposti, fino al 15,2% nei non esposti. La stessa relazione è evidente per la mortalità per asbestosi.
Viene allegata alla relazione ufficiale anche una tabella descrittiva della coorte dei 240 lavoratori deceduti. In essa, l’elenco dei lavoratori (non identificabili) è riportato in ordine decrescente per “Indice di esposizione”. E’ interessante notare che, dei dieci lavoratori più esposti in assoluto, sei sono deceduti per cancro, tre per asbestosi e uno per malattia cardiaca causata dall’asbestosi. I dati ottenuti in questo aggiornamento quinquennale confermano quelli rilevati negli studi precedenti.
dott. Giuseppe Parolari - 10 giugno 1998
Allegato: elenco non nominativo dei 240 ex lavoratori della ditta “Collotta-Cis & F.” deceduti al 31/12/1995, suddivisi secondo l’esposizione ad amianto (Indice di esposizione). Cliccare su "Scarica il file".
La Collotta-Cis, l'amianto e la sindaco Agnese: la sindaco di Molina di Ledro, Agnese Rosa, ricorda gli anni della sofferenzawww.giuseppeparolari.it
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