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 [Contro i vitalizi, assurdi privilegi dei politici] Spedite questo articolo ai Vostri amicistampa 
20 febbraio 2008 -

Non ho sostenuto la mozione regionale perchè....
è troppo facile fare le riforme sulle spalle degli altri, cancellare i vitalizi di quelli che verranno dopo e conservare intatti i propri. E' questo che non mi è piaciuto della mozione discussa ieri, 19 febbraio 2008, in Consiglio regionale.

La legge di riforma approvata nel 2005 aveva ridotto i vitalizi per chi entrerà in Consiglio dal 2008 in poi; stessa cosa si propone di fare ora la mozione. Legge e mozione sono sicuramente dei passi in avanti, ma non è più accettabile vedere quanto succede da molti anni in qua: tutte le leggi regionali votate negli ultimi 10-15 anni hanno sempre cambiato le regole solo per quelli che verranno dopo, conservando intatto per i consiglieri in carica e per quelli già in pensione il privilegio di ricevere vitalizi spropositati, decine di volte superiori ai contributi versati, in alcuni casi senza neanche dover attendere i 65 anni di età.

I vitalizi maturati dopo pochi anni di incarico politico sono la peggiore ingiustizia nei confronti di chi deve lavorare 40 anni per maturare una pensione molto, ma molto più bassa di quella dei consiglieri. L'ingiustizia, quindi, non sta solo nel misero 30 per cento che la Regione continua a versare al fondo pensioni dei consiglieri, che è sicuramente doveroso cancellare, ma nei milioni di euro che la Regione continua a versare agli ex consiglieri o che verserà in futuro ai consiglieri oggi in carica.

Insomma, la montagna ancora una volta ha partorito un topolino. E non è con i pannicelli caldi come la mozione discussa ieri, o la legge che ne seguirà, che si curano malattie gravi come la sfiducia della gente nella politica.

Dott. Giuseppe Parolari (consigliere regionale e provinciale della Sdr)

____________________


29 novembre 2005 - Lettera a un giornalista -

Ho letto con piacere il suo articolo odierno sui vitalizi dei consiglieri provinciali. Era ora che qualcuno dicesse la verità sulla legge approvata l'anno scorso dal Consiglio regionale. Una legge che, se ha modificato qualcosa per i consiglieri neoeletti, per tutti gli altri - siano essi ex consiglieri che non siedono più in Consiglio o consiglieri tuttora in carica con più mandati - ha conservato il diritto di ricevere pensioni spropositate, decine se non centinaia di volte superiori a quanto versato di contributi, addirittura senza dover aspettare di compiere i 65 anni per chi è stato eletto nel 1993 o prima.

Insomma, vi sono ancora in carica consiglieri che riceveranno "vita natural durante" migliaia di euro al mese, anche se hanno svolto solo dieci anni di mandato politico, anche se hanno molto meno di 65 anni di età. Ecco perché le leggi approvate in questa, nella precedente e ancora nella precedente legislatura, hanno buttato tanto fumo negli occhi ma non hanno cambiato l'assurdo privilegio che ognuno ha conservato per sè pressoché intatto. Alla faccia di chi deve lavorare 40 anni per maturare una pensione molto più bassa di quella dei consiglieri, tra cui gran parte anche dei lettori del giornale su cui scrive.

Lettori che forse non hanno ancora capito che la legge salutata l'anno scorso come "rivoluzionaria", di rivoluzionario aveva poco o nulla. Tanto è vero che sono parecchi i consiglieri ancora in carica, eletti la prima volta nel 1993 o prima, che nel 2008 o negli anni immediatamente successivi potranno andare in pensione con 5-6 mila euro netti mensili, senza nemmeno dover attendere di compiere 65 anni. E' il caso, per citare alcuni esempi concreti (perché capisca che non sto favoleggiando), di Mauro Delladio (nel 2008 avrà 51 anni), Roberto Pinter (52), Sergio Divina (53), Marco Benedetti (54), Sergio Muraro (57), Nerio Giovanazzi (60), Mario Malossini (61) e altri ancora.

Chi ha cominciato prima del 1993 potrà addirittura ricevere da subito, senza limite di età, un vitalizio variabile tra i 5.000 e i 6.500 euro netti al mese: a ben guardare, hanno fatto un capolavoro, sono passati indenni in mezzo a tre leggi di riforma, cambiando le regole per gli altri ma conservandole quasi intatte per sé.....

Cordialmente.

Giuseppe Parolari


P.S. L'articolo di giornale mi ha fatto ricordare il comunicato stampa che avevo diffuso subito dopo l'approvazione della legge:
"21 OTTOBRE 2004 - LEGGE SUI VITALIZI: LA MONTAGNA HA PARTORITO UN TOPOLINO.
La legge approvata dal Consiglio regionale, che riforma le indennità e i vitalizi dei consiglieri, non ha raggiunto l’obiettivo di cancellare ma nemmeno di ridurre l’assurdo privilegio che permette ai consiglieri, per pochi anni trascorsi in consiglio regionale, di avere pensioni d’oro. Un’autentica ingiustizia nei confronti di chi deve lavorare una vita per maturare la pensione.
Per i consiglieri nuovi arrivati l’obiettivo in parte è stato raggiunto. Ma nulla è stato fatto per quei consiglieri che hanno maturato una o più legislature. Nessuno di loro ha avuto il coraggio di tagliarsi i privilegi.
Ho visto in commissione, in aula e sui giornali tanta gente fare belle finte ma, al momento decisivo, tirare indietro la gamba, nessuno escluso, tanto che dell'intera maggioranza sono il solo a non aver votato quella legge, che è una presa in giro: la montagna ha partorito un topolino.

21 ottobre 2004
Cons. Giuseppe Parolari (Sdr)"

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