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 [Ddl sul porfido, gli emendamenti di Parolari]          
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Giugno 2006: gli emendamenti di Parolari approvati in 2° Commissione.
- Art. 4 – Con l’emendamento è stato fissato un termine massimo, pari a dodici mesi dalla presentazione, entro cui le varianti del piano cave proposte dai comuni o dalle Asuc devono essere valutate dalla Giunta provinciale.
- Art. 12 - Con la prima parte dell’emendamento, grazie alla sostituzione di “può essere” con “è”, è stato definito - senza possibilità di interpretazione diversa - che le concessioni delle cave devono avvenire mediante asta pubblica, ad esclusione naturalmente dei casi specifici previsti dagli altri commi (esempio: coltivazione diretta da parte de comuni; appalto-concorso).
Con la seconda parte dell’emendamento si fa obbligo, per le cave di porfido, che il disciplinare preveda il divieto di vendita di materiale che non abbia subito in cava la fase di cernita.
- Art. 24 – Con l’approvazione dell’emendamento (sostitutivo dell’articolo), sono state definite le modalità della vigilanza sull’attività di cava, al fine di garantire una maggiore efficacia dei controlli, tempi brevi e certi di segnalazione al comune e la possibilità di prevedere provvedimenti di sospensione delle attività e altre prescrizioni nei casi in cui vi sia pregiudizio per la stabilità del suolo, pericolo per la salute delle persone, pregiudizio per i beni di rilevante interesse storico-artistico, possibili gravi danni ambientali. Anche il comune può disporre controlli e verifiche.
- Art. 25 – Con l’emendamento si è stabilito che autorizzazioni e concessioni possono essere revocate quando sono violate le norme relative ai contratti di lavoro.
- Art. 31 – Con l’emendamento si è definito che i progetti unitari di coltivazione di aree di proprietà comunale, ai fini del miglioramento delle condizioni di sicurezza del lavoro e delle condizioni ambientali, possono essere approvati dal comune non solo su richiesta degli interessati ma anche su iniziativa autonoma del comune stesso.
- Art. 32 – Con la prima parte dell’emendamento si è stabilito che, relativamente al canone di concessione per le cave di porfido di proprietà comunale”, la percentuale del valore del materiale estratto ai fini della determinazione del canone, da definirsi con delibera provinciale, sia unica per tutti i comuni interessati.
Con la seconda parte, si è stabilito che il canone di concessione deve essere aggiornato annualmente alle variazioni del costo della vita (Istat).


Dal quotidiano "L'Adige" del 22/06/2006: Ok in Commissione. Le cave future assegnate con asta pubblica. Concessioni a volume e a tempo
TRENTO - Primo via libera definitivo al disegno di legge numero 154 proposto dall'assessore provinciale all'industria Marco Benedetto per una nuova «Disciplina dell'attività di cava». Lo ha dato la seconda commissione del consiglio provinciale.
Quattro i voti a favore assicurati dal presidente dell'organismo Giuseppe Parolari (Sdr), Sandro Turella e Tiziano Odorizzi (Margherita) ed Enzo Bassetti (Leali), mentre si sono astenuti Denis Bertolini (Lega nord), Walter Viola e Mauro Delladio di Forza Italia. Ai lavori hanno partecipato anche l'assessore Benedetti e Giorgo Viganò (Margherita), firmatario con Roberto Pinter e Agostino Catalano di un disegno di legge in materia di cave che la Commissione ha scelto di non esaminare e di cui sarà quindi l'aula ad occuparsi in autunno, contestualmente al testo della giunta.
Nei rimanenti articoli approvati, dopo quelli varati nell'ultima riunione della commissione che aveva così dato il «la» al distretto del porfido, la novità maggiore è relativa all'autonomia dei Comuni nel definire un minimo (dato dal piano di attuazione) e un massimo (legato al piano cave) dei volumi da assegnare ai concessionari attuali. La misura, se il ddl fosse approvato in questi termini, non sarebbe più determinato con il coordinamento della Provincia, ma dai singoli municipi. Accanto al volume è stato posto anche un termine massimo di tempo entro il quale scavare la quantità assegnata.
Per i canoni, che saranno adeguati di due anni in due anni anche per le future concessioni, assegnate tutte con asta pubblica, una commissione sta redigendo una proposta sui criteri. Infine, per i Comuni c'è la possibilità di sfruttare in proprio la cava di porfido.
La commissione ha infine espresso parere favorevole ad alcune proposte di modifica al regolamento di esecuzione della legge unica sull'economia «per rendere possibile - ha spiegato lo stesso assessore Benedetti - la delocalizzazione di un centro di rottamazione, l'incentivazione dei carri ferroviari e un aumento dei contributi pubblici destinati alle aziende appartenenti al distretto del porfido e della pietra trentina».
(A. Con.)


N.B.: in allegato sono riportati gli emendamenti approvati

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