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 [Meritocrazia e sicurezza del lavoro - Mozione]          
CONSIGLIO DELLA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO
Gruppo consiliare Sinistra democratica e riformista del Trentino per l’Ulivo

Trento, 10 gennaio 2007

Alla Commissione interregionale per la Seduta congiunta delle Assemblee legislative della Provincia autonoma di Bolzano, del Land Tirolo e della Provincia autonoma di Trento nonché del Voralberg in veste di osservatore.

Proposta di mozione

Fare politica significa progettare il futuro delle nuove generazioni, dare ai giovani sempre maggiori opportunità nello studio e nel lavoro. Ma per fare questo è necessario superare le rendite di posizione, eliminare quanto di feudale ancora esiste nei nostri sistemi socio-economici, e nello stesso tempo evitare che le novità introdotte minaccino i diritti e le conquiste raggiunte, dalla sicurezza sul lavoro alla sicurezza del lavoro.

Dare maggiori opportunità ai giovani assume quindi vari significati. Vuol dire impegnarsi per uscire da sistemi dove a laurearsi è ancora la maggioranza dei figli di laureati e dove la correlazione tra redditi dei padri e dei figli è tuttora incredibile: se sono ricchi gli uni sono ricchi anche gli altri; se sono poveri gli uni sono poveri anche gli altri. Ma significa anche preoccuparsi delle decine e decine di migliaia di giovani precari, con contratti di lavoro senza tutele o con lavori occasionali, interinali, a tempo determinato, che non sanno cosa significa sicurezza del posto di lavoro.

Vuol dire poter proseguire negli studi anche quando le condizioni familiari non lo permettono; disporre di condizioni favorevoli all’avvio di un’attività a prescindere dal capitale iniziale; poter contare su sistemi di finanziamento che investono sulle idee e sui progetti; puntare a carriere dinamiche fondate sul merito e sulle capacità non sull’anzianità. Ma significa anche incentivare l’imprenditorialità giovanile con scuole di formazione per chi vuole iniziare un business; riportare alla zona d’origine i giovani talenti formatisi all’estero o nelle grosse città, con esperienze di lavoro alle spalle, offrendo loro vantaggi economici per sviluppare qui la loro attività; coinvolgere nello sviluppo quanti più giovani possibile, soprattutto quelli ai margini economici e culturali, per garantire equità e giustizia sociale; promuovere iniziative in materia di istruzione, ricordando ad esempio che gli asili nido sono fondamentali per ridurre il divario culturale.

Vuol dire infine fare la scelta più efficace, in grado di ridurre i privilegi e il divario causato dall’appartenenza e dalla provenienza sociale: la meritocrazia, intesa come giustizia sociale, in quanto permette di avere uguali opportunità di partenza e di essere premiati secondo l’impegno e il merito. Solo rivalutando la meritocrazia sarà possibile ridurre il divario oggi esistente, dare a tutti le stesse opportunità, non perdere per strada i giovani talenti.

Purché ciò avvenga nel rispetto delle conquiste sociali e dei diritti dei lavoratori e nella convinzione che la precarietà del lavoro è il primo avversario da combattere. Consapevoli che non esiste incompatibilità tra giustizia sociale e sviluppo, e che lo stato sociale, la qualità delle condizioni di vita e di lavoro, i diritti e le tutele, il rispetto dei meriti e delle capacità, non sono vincoli ma fattori attivi dello sviluppo.

Ciò premesso, la Commissione interregionale sottopone alle tre Assemblee legislative, riunite in Seduta congiunta, la seguente

proposta:

“Le Assemblee legislative della Provincia autonoma di Bolzano, del Land Tirolo e della Provincia autonoma di Trento sollecitano i rispettivi Governi centrali ad assumere un forte impegno culturale, politico e finanziario, per dare ai giovani sempre maggiori opportunità di studio e di lavoro, basate sulla meritocrazia e sulla sicurezza del lavoro. Al fine di ridurre il divario di opportunità causato dalla provenienza sociale, di limitare la precarietà del lavoro e di non perdere giovani talenti”.


Cons. Dott. Giuseppe Parolari

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