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[Disegno di legge per togliere la «porta girevole»] |
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29 marzo 2007 - Ufficio stampa del Consiglio provinciale di Trento -
Presentato il disegno di legge 230 proposto da Giuseppe Parolari (Sdr): si elimini l'anomalia della «porta girevole» dalla legge elettorale. Sì all'incompatibilità fra consiglieri e assessori, purché sia tale fino in fondo. Nei maggiori comuni il Consiglio non dipende dalla Giunta
E’ formato da un solo articolo il disegno di legge 230 presentato il 27 marzo 2007, che reca la firma dei consiglieri Giuseppe Parolari e Paolo Barbacovi (Sinistra democratica e riformista) e relativo alla disciplina elettorale attualmente in vigore nella nostra provincia. Il testo si aggiunge agli altri 11 riferiti alla stessa normativa e attualmente sottoposti alla prima commissione permanente, che dovrà verificarne a breve la possibile unificazione.
La proposta ha l’obiettivo di modificare l'articolo 8 della legge provinciale 5 marzo 2003, n. 2 (Norme per l'elezione diretta del Consiglio provinciale di Trento e del Presidente della Provincia) in modo tale da impedire che in caso di dimissioni o di revoca del mandato di un assessore, questi possa ritornare a rivestire il ruolo di consigliere provinciale, scalzando così dal seggio chi aveva preso il suo posto al momento della nomina in seno alla Giunta.
In pratica, quando all’inizio della legislatura un consigliere provinciale è chiamato ad assumere l'incarico di assessore, continuerà a lasciare il proprio posto nell'assemblea legislativa al primo dei candidati non eletti della sua lista. Ma a quel punto – ecco la differenza rispetto alla legge elettorale vigente – l’assessore non potrà più tornare consigliere in caso di perdita dell’incarico nell’esecutivo. Di conseguenza il consigliere che gli era subentrato non dovrà lasciargli il posto. Il disegno di legge elimina in altri termini il meccanismo della cosiddetta “porta girevole”.
Consigliere Parolari, qual è il senso politico di questa sua proposta di legge?
«A mio avviso il Consiglio provinciale, così com'è stato definito dalla legge elettorale introdotta nel 2003, è troppo dipendente dalla Giunta.
Non ci può essere un controllore, vale a dire l’assemblea legislativa, sottoposto all’esecutivo – che dovrebbe essere invece il controllato – al punto da consentire a quest’ultimo di “dimettere” fino a nove consiglieri provinciali. In questa situazione il Consiglio è letteralmente alla mercè non solo del presidente della Giunta, ma anche degli assessori.
Si tratta di un’anomalia da superare perché di regola questo non accade. Se consideriamo ad esempio tutti i Comuni del Trentino Alto Adige che hanno più di 13mila abitanti, troviamo sì l’incompatibilità fra consiglieri e assessori, ma non certo la porta girevole».
(Antonio Girardi)
Disegno di legge n. 230
Relazione illustrativa
[Cliccare sulla foto per ingrandirla] 
www.giuseppeparolari.it
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