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[Arcoiris, relazione al bilancio e attività 2006] |
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Assemblea dei soci 31/03/2007 -
Relazione del Consiglio di Amministrazione al bilancio 2006
(Cena sociale presso il Barone Rosso di Trento)
Premessa
Prima di entrare nel merito della descrizione delle attività svolte e in corso, a nome di tutti voglio ringraziare Italo per l’importante lavoro che ha svolto nel guidare la nostra associazione per nove anni, periodo in cui Arcoiris è cresciuta e ha migliorato la qualità del lavoro sia in Italia che in Brasile. Oggi continua a dare il suo contributo come tesoriere e porta la preziosa esperienza di molti anni di attività e di relazioni con il Brasile. Grazie.
Il nuovo consiglio ha ricevuto quindi una buona eredità, si sta impegnando a progredire ulteriormente, cercando di dare continuità nel metodo e negli obiettivi, lavorando con passione impegno e convinzione.
Gli obiettivi che ci siamo posti e ci poniamo sono di mantenere e migliorare la qualità del lavoro nei nostri Centri, di stimolare il raggiungimento di un’autonomia economica e gestionale, di dare continuità al percorso formativo dei ragazzi fino a portarli al lavoro.
Per fare ciò il cammino è lungo e richiede di qualificare il personale, di organizzare in modo più efficace il lavoro, di individuare strategie e iniziative che portino all’auto sostegno e di potenziare quindi le relazioni sul territorio.
Sono obiettivi condivisi con i collaboratori brasiliani, frei Dilson e Cristiano, che hanno capito l’importanza di creare opportunità per garantire continuità nel futuro a tutto questo lavoro.
Anche in Italia ci siamo proposti di migliorare la qualità del nostro lavoro e dell’organizzazione, stimolando una maggiore partecipazione, migliorando la comunicazione con i soci e i sostenitori e potenziando i collegamenti sul territorio.
Alcune informazioni sul lavoro in Brasile
L’autonomia è stata raggiunta per la scuola di Jucuruçu, che anche nel 2006 è stata gestita dal comune in modo soddisfacente. Se l’attività continuerà ad essere ben organizzata e gestita procederemo anche in futuro con il comodato gratuito al comune.
A Guaratinga proseguiamo il sostegno al Centro CEFEBO, insieme al gruppo di Benevento. La scuola, organizzata in 5 classi di alfabetizzazione ed elementare, accoglie 130 ragazzi dei rioni più poveri della cittadina. Oltre alla scuola e doposcuola, riusciamo a garantire anche il vitto, controlli sanitari e attività ricreative e sportive. I nostri sussidi mensili, con quelli che arrivano da Benevento, coprono tutte le spese di gestione, compresi gli stipendi dei tredici dipendenti. Nel 2006 sono state fatte opere di manutenzione all’edificio, la sistemazione del tetto, la sostituzione degli infissi e degli arredi, la costruzione di un nuovo muro e di una nuova recinzione, la pavimentazione del patio. Opere finanziate con un contributo straordinario della nostra associazione. Il nostro sostegno alla scuola di Guaratinga continua ad essere vitale, per cui intendiamo proseguirlo.
Ma l’impegno maggiore è rivolto ai progetti di Itamaraju, alla casa di accoglienza Arcoiris, a creare nuovi sbocchi lavorativi per i ragazzi cresciuti nei nostri Centri, a collaborare allo sviluppo socio-economico della città, a sostenere la vicina comunità degli indios Pataxò.
La Casa di accoglienza Arcoiris ospita mediamente quaranta/cinquanta bambini e ragazzi, maschi e femmine, dai zero ai diciotto anni, senza famiglia o temporaneamente senza un luogo dove vivere. Frequentano la scuola, fanno attività ricreative, aiutano nella coltivazione della campagna, sono controllati per la salute e curati, lì vivono la loro vita. A Natale hanno trascorso, grazie anche al vostro aiuto, un mese di soggiorno al mare presso gli indios Pataxò di Caraiva. La situazione possiamo dire che è positiva, dobbiamo però ricordare che sono bambini e ragazzi che hanno spesso storie molto difficili alle spalle. Si è quindi intensificata la collaborazione con il “Consiglio Tutelare”, che sarebbe il nostro Tribunale dei minori, che collabora anche nella ricerca dei familiari dei nostri bambini, una ricerca che in alcuni casi ha avuto esito positivo: bambini che credevamo orfani si sono ricongiunti con i genitori, con grande gioia di tutti. Inoltre, sono partite iniziative per reperire fondi in autonomia, come la festa Junina con i cui proventi sono stati comperati due scivoli e altalene per il giardino, o l’affitto del nostro trattore in cambio di carne per i centri di Guaratinga e Itamaraju; sono stati poi coltivati fagioli e grano che hanno contribuito al fabbisogno della Casa. Un ulteriore passo in avanti verso l’autonomia.
Tutto ciò è possibile grazie anche all’impegno di Cristiano e Cida, responsabili della casa, di frei Dilson che, come Sindaco di Itamaraju, ci sta aiutando a pagare gli stipendi dei dipendenti e parte del cibo, grazie infine al personale che lavora con dedizione.
La scuola professionale Cesare Malossini ad indirizzo agricolo e di sartoria e cucito, dopo alcuni anni di gestione completamente a nostro carico, è passata in buona parte a carico del comune di Itamaraju, che ha proseguito l’attività con successo per la parte di sartoria e cucito. La parte agricola ha concluso l’anno scolastico ed oggi è in fase di riorganizzazione con un progetto legato al recupero dei bambini e dei ragazzi provenienti dallo sfruttamento del lavoro minorile. Per permettere lo svolgimento di questo progetto, fatto in collaborazione con il comune e lo stato, stiamo passando l’edificio in comodato gratuito al comune di Itamaraju.
Grande importanza assume, collegato con la scuola, il progetto “dalla scuola al lavoro”. Presso l’Assovale, che è una cooperativa di contadini alla periferia di Itamaraju é stato acquistato un pezzo di terra (30 ettari) che i nostri ragazzi più grandi stanno coltivando a fagioli, manioca, frutta e verdura. C’è anche una piccola fattoria con mucche, oche, anatre, tacchini, maiali e un piccolo laghetto artificiale dove cerchiamo di allevare pesce. Con il sostegno economico della Provincia, vogliamo ora fare un impianto di irrigazione per migliorare le coltivazioni che sono finora modeste, costruire una farinheira per preparare la farina di manioca prodotta da noi e dalle 60 famiglie che lì vivono, potenziare l’allevamento del bestiame. L’intento è quello di avviare una cooperativa di lavoro formata dai nostri ragazzi più grandi provenienti anche dalla scuola professionale agricola. Con lo stesso progetto, vogliamo dare uno sbocco professionale alle 40 donne provenienti dalla scuola professionale di sartoria e cucito, con la formazione di un laboratorio e di una seconda cooperativa di lavoro.
In questo modo, intendiamo completare il ciclo del nostro intervento che inizia con l’impegno per togliere i bambini dalla strada, li conduce poi in un percorso di crescita, di educazione e istruzione, poi di formazione professionale teorica e pratica e infine lo sbocco professionale.
A favore dalla comunità di Itamaraju e dei paesi limitrofi abbiamo attivato il progetto “strade sicure” con il sostegno economico della Provincia di Trento e della Regione Trentino Alto Adige. Si è trattato di un intervento salvavita, senza il quale migliaia di persone restano isolate completamente nei mesi di pioggia, a causa della impraticabilità delle strade. Abbiamo acquistato e dato in comodato gratuito al comune di Itamaraju due macchine per sistemare le strade, un grosso scavatore e un rullo compattatore con un trattore di servizio. Nello scorso settembre le macchine sono state consegnate e hanno iniziato subito a lavorare, rendendosi preziose durante una stagione molto piovosa con allagamenti e conseguenti isolamenti.
Abbiamo proseguito il progetto sanitario di controllo della glicemia sulla popolazione di Itamaraju, con l’acquisto di misuratori e di strisce reattive per continuare il monitoraggio della popolazione diabetica, iniziato l’anno scorso. E’ un progetto finanziato dalla ditta Petrolvilla con il sostegno anche di Unifarm che ci ha dato il materiale a prezzi particolarmente vantaggiosi.
Abbiamo cominciato a lavorare anche a favore indios Pataxò della riserva del monte Pascoal, con la consegna di un’ambulanza per il trasporto degli ammalati, purtroppo numerosi in quella riserva. Grazie all’aiuto economico del comune di Trento, a settembre abbiamo comperato e consegnato agli indios un veicolo a trazione integrale per trasportare i malati dalle aldeias, distanti dal paese anche 70 km di strada sterrata pressoché inagibile. La Funai, che è la fondazione che si occupa degli indios, garantisce la manutenzione del mezzo e l’autista del veicolo. L’automobile sta facendo il proprio servizio e ci piace sapere e farvi sapere che sta salvando vite umane, oltre a migliorare la qualità di altre.
Con l’aiuto della Petrolvilla abbiamo acquistato alcune carrozzelle per i giovani indios disabili che vivono sempre a letto o in casa. Intendiamo continuare la collaborazione con queste comunità indios, con progetti che possano aiutarli sia economicamente che socialmente, perché hanno grandi bisogni, ma sono lasciati soli ed emarginati.
Alcune informazioni sul lavoro fatto in Italia
L’associazione ha lavorato per raccogliere fondi in aggiunta a quelli che generosamente date voi soci, amici e sostenitori. Lo abbiamo fatto organizzando bancarelle in varie occasioni, con la sottoscrizione a premi annuale, garantendo la nostra presenza a feste come il “beach party” di Torbole con la bancarella dei succhi brasiliani. Anche quest’ultimo anno abbiamo collaborato, insieme ad altre 4 associazioni, con il “Comitato fiaccolata natalizia per la pace” di Riva del Garda, che ci ha devoluto parte delle somme ricavate dalle molte iniziative organizzate nei mesi di dicembre e gennaio a Riva. Abbiamo poi cercato e trovato il sostegno di alcuni comuni trentini ai nostri progetti in corso, siamo stati nelle scuole a presentare il lavoro dell’associazione. A Riva del Garda abbiamo organizzato una rappresentazione teatrale con la Filodrammatica S. Martino di Fornace, che ci ha generosamente offerto la serata e che ringraziamo di cuore. Abbiamo preparato i biglietti di auguri di Natale dell’associazione che abbiamo venduti ai soci e sostenitori, con un certo successo tanto da pensare di ripetere l’iniziativa l’anno prossimo.
Abbiamo aderito al 5 per mille della denuncia dei redditi, riconfermando anche quest’anno la nostra adesione. A questo proposito, invito tutti a firmare e a far firmare il 5 per mille per Arcoiris: non ha nessun costo, basta riempire l’apposito spazio, sulla dichiarazione dei redditi, mettendo il codice fiscale dell’associazione (01271300228)
Per migliorare l’informazione ai soci, sostenitori e amici, abbiamo allestito il sito internet www.arcoiris-onlus.it che cerchiamo di tenere aggiornato. Lì potete trovare tutte le iniziative in corso, i progetti realizzati, potete conoscere le novità e vedere molte foto dei Centri, dei bambini e del contesto in cui operiamo. Cerchiamo anche di velocizzare la comunicazione mandando la posta via internet per tutti quelli che hanno un indirizzo. Anzi, comunicateci il vostro. Abbiamo realizzato un Cd di foto, che vi abbiamo inviato, per dare testimonianza di ciò che facciamo in Brasile con il vostro sostegno e con il lavoro dei collaboratori in loco.
Abbiamo partecipato ad un corso sulla valutazione dei progetti, per migliorare la nostra preparazione in quell’ambito. Abbiamo aderito al tavolo geografico del Brasile, proposto dall’assessorato alla solidarietà internazionale della Provincia di Trento, che ha lo scopo di creare collegamenti fra le varie associazioni operanti nello stesso territorio e/o su problematiche comuni per creare rete e migliorare appunto l’organizzazione in Italia e in Brasile.
In conclusione vogliamo esprimere un sentito ringraziamento a tutti i soci e sostenitori. C’è sempre posto per chi vuole collaborare e partecipare attivamente alle iniziative, qui in Italia ma anche in Brasile. A questo proposito ci sono sempre volontari italiani che vanno a trascorrere periodi di lavoro nel nostro centro Arcoiris di Itamaraju. E’ una cosa molto bella e vogliamo ringraziare anche loro. Abbiamo bisogno di nuovi impegni, di nuovi entusiasmi e di nuove idee.
Per il Consiglio di Amministrazione,
la presidente Franca Cazzani
[Cliccare sulla foto per ingrandirla] 
www.giuseppeparolari.it
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