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[Una legge per abolire i vitalizi] |
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9 agosto 2007 - Dal quotidiano "l'Adige"
La sinistra propone di azzerare i privilegi dei consiglieri regionali
(di MATTIA FRIZZERA)
Togliere un privilegio ingiustificato, anche per non alimentare ulteriormente l'attuale forte movimento di antipolitica. I consiglieri regionali della Sinistra democratica e riformista Mauro Bondi, Paolo Barbacovi, Giuseppe Parolari, Roberto Pinter, Margherita Cogo e Marialuisa Gnecchi con una proposta di modifica alla legge regionale 2/1995 propongono di abolire l'istituto del vitalizio per i consiglieri eletti dal 2003 in poi. «I consiglieri potranno - scrivono i proponenti - rivolgersi come ogni libero cittadino previdente ad agenzie specializzate e versare una parte della propria indennità per crearsi una pensione complementare». Dal 1993 i consiglieri versano il 30% della loro indennità lorda nel fondo che alimenta i vitalizi, al quale si somma il 30% di contributo da parte della Regione, potendo percepire la rendita al compimento del 65esimo anno solo se hanno trascorso due legislature consecutive in consiglio. Vacche ancor più grasse per chi prima del 1993 sedeva tra i banchi istituzionali: versamenti quasi interamente a carico della Regione, una sola legislatura per poter godere del privilegio addirittura a 50 anni per qualcuno.
Se passasse la proposta dei consiglieri Sdr dalle prossime elezioni non vi sarebbe più alcun versamento, né dei consiglieri, né della Regione e gli eletti del 2003, anche se riconfermati, perderebbero il diritto al vitalizio ricevendo la quota versata. Quest'ultimo caso riguardebbe Bondi (che nel 2008 non si ripresenterà), Parolari e Barbacovi, mentre Cogo, Pinter e Gnecchi godranno comunque del vitalizio. «Dobbiamo recuperare credibilità - dice Bondi - la politica si deve fare carico dando l'esempio, al momento che si chiedono sacrifici ai cittadini. Se il vitalizio secondo qualcuno è un diritto, allora deve argomentare a suo favore, ma non si può non dire che il vitalizio è un privilegio». Bondi attacca anche Dellai sulla «questione morale»: «non si può parlare di un nuovo corso della politica e di meritocrazia ed allo stesso tempo promuovere un dirigente che si è macchiato di reati e mettere un proprio favorito alla guida di un istituto come la Fondazione Kessler».
Idealpragmatico l'approccio al problema di Parolari: «Oggi l'etica nella nostra società viene sostituita dall'estetica. Vi sono problemi gravissimi come ad esempio il fatto che la furbizia abbia una considerazione superiore alla correttezza ed alla rettitudine. Entrare in politica non deve essere come "fare un 13" nella propria vita. I vitalizi - prosegue - sono privilegi che condizionano le scelte della classe politica e con l'autocandidatura si soddisfano spesso i propri bisogni». Il problema non sembra rappresentato quindi dalle indennità ai consiglieri, che in Trentino non sono legate agli stipendi dei deputati, ma all'indice Istat. In cifre infatti la Regione spende circa 10 milioni di euro all'anno per le indennità e 16 per i vitalizi. «Bisognerà - continua Parolari - anche mettere mano ai vitalizi passati ponendo un tetto massimo di 3mila euro». Ma Parolari rilancia anche il suo disegno di legge elettorale, che prevede un limite massimo di due mandati consecutivi, perchè «la politica non può essere una professione».
Il disegno di legge regionale n. 43
www.giuseppeparolari.it
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