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7 novembre 2007 - Quotidiano "Trentino" --
"Approvata la mozione di Parolari, ma ancora deve essere decisa la sanzione"
TRENTO. Ai consiglieri provinciali assenteisti sarà tagliato lo stipendio. Lo ha deciso, ma per ora è stato stabilito solo il principio, il Consiglio quasi all’unanimità, approvando una mozione presentata da Giuseppe Parolari della Sdr. Si è astenuto il solo Enzo Erminio Boso della Lega nord. La mozione è firmata anche da Paolo Barbacovi, Roberto Pinter, Giorgio Viganò, Alessandro Turella, Giuseppe Zorzi, Dario Pallaoro, Enzo Bassetti e Roberto Bombarda. Adesso saranno i capigruppo a decidere come e di quanto ridurre le indennità degli assenti ingiustificati alle sedute del Consiglio.
La mozione presentata da Parolari parte dalla triste constatazione che molte delle sedute collegiali vengono disertate dai consiglieri che pure prendono un lauto compenso, oltre 6 mila e 300 euro al mese. I firmatari affermano che ci si trova davanti alle situazioni più diverse: «La presenza in aula e nelle commissioni non sempre è vissuta da tutti i consiglieri con uguale passione e impegno: a fronte di chi è costantemente presente, c’è chi talora fa solo fugaci apparizioni». Da qua la conclusione: «Pare corretto che, in caso di assenza ingiustificata, i compensi dei consiglieri vengano proporzionalmente decurtati».
Niente di rivoluzionario, per carità. Lo stesso principio è in vigore da più di dieci anni in Consiglio regionale e nel Consiglio provinciale di Bolzano. Agli altoatesini viene applicata una detrazione di 150 euro, quando l’assenza riguarda una giornata con una seduta antimeridiana, pomeridiana e notturna. Per chi si assenta per mezza giornata, invece, il taglio è di 50 euro.
A Trento non c’era niente di tutto questo. Con la mozione approvata ieri è stato adottato il principio, ma per arrivare al taglio vero e proprio delle indennità per gli assenteisti si dovrà aspettare ancora. Infatti, il documento impegna il Consiglio ad elaborare, d’intesa con i capigruppo, una modifica al regolamento del trattamento economico dei consiglieri che preveda una decurtazione dei compensi in caso di assenza ingiustificata.
Durante la discussione si sono mostrati tutti a favore. Anche chi, come Mario Malossini, aveva sollevato alcuni dubbi in sede di conferenza dei capigruppo. Boso, invece, ha contestato il concetto di assenza ingiustificata. Nel suo intervento, il consigliere leghista ha chiesto di sapere chi dovrebbe valutare le giustificazioni delle assenze e ha anche paventato una violazione della privacy nel caso di assenze per malattia o visite mediche.
Dal canto suo, Parolari aveva ricordato che la sua mozione, presentata due anni fa, era stata pensata in tempi non sospetti, lontani dall’ondata di antipolitica che è montata in questi mesi. Il consigliere dell’Sdr ha aggiunto che la mozione vuole portare a un provvedimento di equità.
E’ intervenuto anche Cristano de Eccher di An che ha parlato delle assenze e dei ritardi dei consiglieri che spesso paralizzano il lavoro delle commissioni, creando anche situazioni imbarazzanti in caso di audizioni di persone esterne al Consiglio. Mario Malossini di Forza Italia ha ribadito in aula che il pericolo di provvedimenti come questo è la demagogia, ma ha deciso di votare a favore chiedendo che la conferenza dei capigruppo preveda in maniera precisa quali sono gli impegni per i quali l’assenza deve essere considerata giustificata.
La mozione è stata approvata quasi all'unanimità, astenuto il solo Boso.
La mozione approvatawww.giuseppeparolari.it
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