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10 luglio 2008 - Dal blog di Alessio
Lettera ad un amico: l'azione e la concretezza, due parole fondamentali per l'Italia
Ricevo:
"Inoltro un articolo ... sull'Italia, in occasione del settantesimo anniversario del Manifesto della Razza. A volte guardare come ci vedono gli altri può essere utile per riflettere su noi stessi e sul fatto che oggi stiamo lasciando che si spostino paletti e confini etici.
La difficoltà della crisi strutturale che ha colpito l'economia mondiale ci porta a chiuderci in noi stessi, a lasciarci sopraffare dalla paura e cercare di salvare quanto abbiamo conquistato. Dovremo forse cercare di metterci in gioco, cercare nuove forme di pensiero, di sviluppo, proposte per un mondo che guardi avanti.
Pensiamo solo alla decisione di oggi del G8 di porsi come termine il 2050 per dimezzare le emissioni nocive: se questa è la direzione, facciamo un grande in bocca al lupo ai nostri figli. Altrimenti rimbocchiamoci le maniche e lavoriamo duro".
Rispondo:
Caro L.,
Grazie per la mail ed i pensieri. Io mi auguro che entro il 2050 si riesca nell'obiettivo di ridurre del 50% le emissioni ma credo che sarà molto difficile per ragioni strutturali prim'ancora che etiche e sociali. Interi paesi che sono pezzi di mondo stanno uscendo dalla povertà e dalla fame e si stanno per affacciare al grande panorama del mondo, un fenomeno che racchiude in se aspetti sorprendenti per bellezza ed intensità (mescolanza di popoli, tradizioni, culture ed esperienze, cosi come opportunità economiche) ma altrettante sfide e lati oscuri, tra di essi proprio i cambiamenti climatici.
Sfortunatamente, per ora, le risorse fossili mostrano d'essere imbattibili per convenienza ed efficienza. Si sta lavorando alle alternative ma i problemi, come dicevo, sono strutturali. Per capire: oggi il costo dell'energia pesa sulle tasche di tutti i consumatori. Se quel consumo fosse pulito, biologico, i costi sarebbero tripli, con le ovvie conseguenze. Non tutti sono disposti o nella condizione di poter pagare un sovrapprezzo per salvaguardare l'ambiente. Ci sono condizioni reali che incidono sulla nostra volontà. Condizioni che esistono ma, con l'impegno reale, possono essere superate, anzi saranno, grazie all'impegno, superate. Tuttavia ora sono presenti e ci si deve fare i conti.... Ci sono quindi problemi ed opportunità. Sfide e occasioni.
Questo ci offre il mondo di oggi. Un mondo altamente integrato in cui si sono superati i confini, in cui la conoscenza - come le persone - si muove a rapidità sorprendente. Migliaia di ragazzi si muovono, studiano nelle migliori università del mondo che vengono scelte al pari di un investimento immobiliare in Italia, ovvero investendo pesantemente sull'opportunità di avere un futuro, generando un mercato della conoscenza efficiente, aperto e globale. Imprese si muovono sui mercati globali come noi ci muoviamo tra Trento ed il Basso Sarca. Statunitensi investono in Brasile, Brasiliani negli USA. Compagnie spagnole sviluppano dispositivi innovativi nel comparto energetico e sviluppano tecnologia in America, Cina ed India. In questo moto perenne e costante, che è fisico e non solo virtuale, di costante ricerca e scambio, popoli si incontrano. Si scontrano. Si conoscono. Ed il prodotto è un sorprendente effetto competitivo e culturale che sta generando benessere su larga scala.
Perché tutto questo discorso? Semplicemente per sottolineare due cose: primo, come da questo fenomeno sia escluso il nostro paese; secondo, come per stare in questo fenomeno serva l'impegno, l'impegno reale. Il nostro paese è divenuto santuario di turisti che satolli si godono la vecchiaia. E' un paese sempre e più progressivamente chiuso e povero che non offre opportunità. Economiche e culturali. Che schiaccia i giovani. Giovani che decidono di accettare il loro ruolo subalterno. Di ascoltare i consigli di mamma e papà, i consigli dei grandi e pazientare. Un paese che, basta leggere i giornali per capire, ha perso di vista i fatti e le priorità. Non esiste, ad esempio, una informazione di sostanza, riguardi essa la politica estera o quella economica o ancora sociale (compresa l'immigrazione... che in tutto questa confusione nessuno, o in pochi, hanno capito cosa il governo voglia fare o abbia già fatto). Ci stiamo poi, almeno apparentemente, abbandonando ai Grillo, alle Guzzanti ed ai Berlusconi.. Segni non di una malattia in corso ma di una malattia in stato avanzato....
Allora, io, in questi tempi mi sono convinto che la soluzione risieda in ciascuno di noi e provenga dal basso (punto secondo). Risiede nell'azione. Nell'azione reale e concreta. Nel fare e nel pretendere che la società faccia. Nel pretendere da ciascuno di noi, partendo da noi stessi, che venga dato il meglio e che vengano raggiunti i massimi obiettivi. Sono certo che se così fosse si tornerebbe anche all'apertura, perché per aprirsi, per abbandonare l'egoismo, mi spiace dirlo, serve benessere e responsabilità.
Concludo dicendo e sottolineando che ognuno di noi può fare qualcosa. Se si crede nella lotta al cambiamento climatico ci sono opportunità infinite per contribuire: dall'aprire una società che investa nello sviluppo di tecnologie competitive per la produzione di energia elettrica (ad esempio, grande tema attuale che può rendere anche molto ricchi) sino ad arrivare al piccolo del diffondere tecnologie a bassa dispersione energetica nelle abitazioni, oppure di pretendere che vengano passate leggi in questo senso. Il bello dei tempi moderni è proprio la possibilità di trasformare pericoli e paure in opportunità e sfide. Serve però conoscenza dei problemi, azione e mentalità.
Un abbraccio,
Alessio
www.giuseppeparolari.it
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