TRENTO. Giuseppe Parolari, classe 1949, vive a Torbole con la moglie e due figli. Consigliere provinciale dal 2003. Corre con Dellai nell’Upt. Cosa insegna la vittoria di Obama?
Come ha detto lui, che anche le persone normali possono fare cose straordinarie. Lei è medico del lavoro in aspettativa. Cosa le manca della sua professione?
Il contatto con i cittadini. Ho lavorato una vita con i lavoratori delle fabbriche. Per fortuna durante la campagna elettorale si moltiplicano le occasioni di dialogo. Da tanti anni è in politica. Cosa ha imparato?
Che quando si crea entusiasmo nelle persone si riescono a fare dei piccoli miracoli. L’orgoglio di appartenenza è fondamentale. E’ stato così ad esempio quando mi sono occupato delle case di riposo di Nomi e Rovereto. Un posto che le è rimasto nel cuore.
Una città in Brasile, che ormai considero la mia seconda patria. Sono impegnato in un progetto di cooperazione internazionale e lì il sindaco è un frate cappuccino ed anche un grandissimo amico. Ogni anno ci vado e mi sento come fossi a casa mia. Perché secondo lei non vincerà la Lega?
Perché non trova terreno fertile in Trentino. Fa paura agli elettori, pur giocando sui sentimenti di paura. La gente si rende conto che rischia di perdere la propria autonomia.
(s.c.)